Il Vaticano contro Roma. Intervista a Carlo Leoni (Sd)
giovedì, 10 gennaio '08

Dal degrado delle periferie alla sanità, passando, ovviamente, per la sacralità della famiglia incentrata sul matrimonio tra uomo e donna. Papa Ratzinger incontra gli amministratori degli enti locali del Lazio, e non risparmia bordate a tutto tondo. L’occasione è offerta dall’udienza per gli auguri di inizio anno con il sindaco Walter Veltroni, la giunta comunale, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e il presidente della Provincia Enrico Gasbarra. Benedetto XVI usa parole durissime per descrivere la situazione della Capitale, denunciando “l’aumento della povertà” nelle grandi periferie urbane, la “drammatica situazione” delle strutture sanitarie del Lazio, e tornando a chiedere con forza di difendere la famiglia tradizionale, “fondamentale realtà umana e sociale”, da “attacchi e incomprensioni”.
Al pontefice, Veltroni ricorda come il Comune sia da anni impegnato per non dimenticare “il dolore degli ‘invisibili’, la disperazione di chi vive ai margini, ma anche le difficoltà di molte famiglie dove lo stipendio non basta ad arrivare alla fine del mese, dei giovani che devono misurare il loro sogno di sposarsi e avere dei figli con la realtà dei prezzi di una casa o con l’insufficienza dei servizi”.
E solidale con il sindaco di Roma e con la giunta è anche Carlo Leoni, vicepresidente della Camera e deputato di Sinistra democratica, che a Roma è nato e ha iniziato la propria attività politica, e che Aprileonline ha contattato per un rapido scambio di battute.
Un intervento, quello di Ratzinger, “sorprendentemente dettagliato e con una chiara finalità“, che tuttavia Leoni contesta anche nel merito. “A Roma, come in tutte le grandi metropoli del mondo, esistono gravi problemi sociali: è uno degli effetti della globalizzazione neoliberista sulle grandi aree urbane”, afferma il deputato di Sd, ricordando che “al tempo stesso non si può non vedere come in questa città, ormai da anni, da quando è governata dal centrosinistra, viene prestata una attenzione al disagio sociale che non ha paragoni con le amministrazioni precedenti. Questo sia nell’esperienza che ha visto Rutelli sindaco sia, in seguito, con Veltroni”.
Veltroni, d’altronde, già al cospetto del Papa aveva messo in evidenza l’impegno del Comune nella lotta contro la povertà e l’ingiustizia sociale, contro “l’aridità – come l’ha definita il primo cittadino – di una società esclusiva”.
Un impegno che Leoni non può che confermare, sottolineando come, tra le altre cose, nell’ultimo periodo ci sia stato “un forte intervento dell’amministrazione comunale sulla casa, sulle periferie, sulle politiche a favore dei portatori di handicap, sull’integrazione scolastica dei figli degli immigrati. Iniziative che non sono state solo a livello amministrativo: il comune ha anche mobilitato numerose risorse civiche e parte dell’aiuto è provenuto anche dall’associazionismo cattolico, che ha lavorato gomito a gomito con il comune per affrontare e risolvere questi problemi. Il giudizio, ingeneroso secondo me, espresso da Ratzinger sulla situazione romana, colpisce dunque anche quella vasta rete di volontariato e di associazionismo sociale che fa riferimento al mondo cattolico”.
Insomma, dalle parole di Veltroni prima e di Leoni poi, la situazione della capitale non sembrerebbe così drammatica come Ratzinger la dipinge. Ma anche in questo caso occorre prima di tutto onestà intellettuale: “Sarebbe un errore – aggiunge immediatamente il vicepresidente della Camera – non vedere quali e quanti problemi ancora rimangono insoluti. Per questo, infatti, in consiglio comunale battiamo sempre il tasto su questi aspetti e, anche nella recente discussione sul bilancio comunale, i gruppi consiliari della Sinistra l’Arcobaleno hanno molto insistito, ottenendo garanzie per ulteriori finanziamenti verso le politiche sociali”. Politiche, queste, che “hanno sempre e comunque visto un grande impegno dell’amministrazione comunale, ma adesso si tratta di fare ancora di più”.
Dalla politica locale alla politica nazionale, il passo non è poi così lungo. Quanti dei disagi che vivono i grandi centri urbani sono dovuti esclusivamente alla cattiva gestione delle amministrazioni locali? “Non tutto ciò che avviene nelle grandi città, e in particolare nella capitale di un Paese, può essere risolto dall’amministrazione comunale. Prendiamo il caso dell’immigrazione: gli effetti negativi della Bossi-Fini si scaricano sul disagio sociale delle grandi città, e continueranno a farlo finché questa legge resterà in piedi. Allo stesso modo, finché non avremo una legge degna di questo nome sul diritto d’asilo, sui comuni continuerà ad abbattersi anche un onere di intervento e di assistenza ai richiedenti asilo, ai profughi e ai rifugiati che dovrebbe essere invece, addirittura in base alla Costituzione, di responsabilità delle strutture dello Stato. Gli effetti di politiche nazionali sbagliate si ripercuotono indubbiamente sulle realtà locali, e sono quanto mai visibili nelle grandi città come Roma, che essendo la capitale meriterebbe, su alcune questioni, addirittura un intervento diretto dello Stato del tutto speciale rispetto ad altre metropoli. Detto questo, è giusto continuare a insistere, come stanno facendo i gruppi consiliari della sinistra in Campidoglio, perché l’attenzione della giunta nei confronti del disagio sociale sia sempre più marcata”.
Quali sono, a questo proposito, i nuovi interventi messi in cantiere dalla giunta comunale? “Una grande priorità è senz’altro quella che riguarda l’emergenza abitativa, che in una grande città come Roma che vive anche di molti nuovi ingressi, diventa davvero esplosiva. Un’emergenza determinata da un mercato degli affitti che in Italia è bloccato e ha raggiunto prezzi esorbitanti, assieme a un costo per l’acquisto di immobili che è proibitivo per molti. Non solo per quelle persone più disagiate economicamente, ma anche per quei giovani che, non essendo dei ‘bamboccioni’ come ha detto il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, ambiscono a costruirsi un proprio futuro”.

