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D'Alema: una "task force" contro la pena di morte

venerdì, 28 settembre '07

All’indomani della decisione del Consiglio d’Europa di proclamare il 10 ottobre “Giornata europea contro la pena di morte”, D’Alema, da New York, preme perché si arrivi con successo ad una risoluzione Onu sulla sospensione delle esecuzioni. Mentre la Corte Suprema Usa blocca due esecuzioni per decidere della costituzionalità delle iniezioni letali

Una “task force” al palazzo di Vetro per accelerare la presentazione di una risoluzione sulla moratoria universale della pena di morte, e “garantire il successo” dell’iniziativa, fortemente voluta e promossa dall’Italia. È la proposta del capo della diplomazia Massimo D’Alema, che venerdì mattina, nell’ambito della 62ma Assemblea Generale Onu, ha dato il benvenuto ai partecipanti all’incontro a livello ministeriale organizzato dalla Farnesina e dal Portogallo (alla presidenza di turno Ue) con lo scopo di allargare il consenso intorno al progetto di risoluzione.

“Dobbiamo fissare degli obiettivi realistici che possano essere raggiunti rapidamente e realizzati in concreto”, ha detto il ministro degli Esteri all’indomani della decisione del Consiglio d’Europa di proclamare il 10 ottobre “Giornata europea contro la pena di morte”.

“È questo il motivo per cui stiamo insistendo, innanzi tutto, per una moratoria con la prospettiva dell’abolizione”. Un’iniziativa, ha sottolineato D’Alema, che va dritta “al cuore dei diritti dell’uomo”: quel diritto alla vita solennemente proclamato nell’Articolo 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, vecchia ormai di quasi sessant’anni ma attuale – e in attesa di completa applicazione – ancora oggi. “La pena di morte – ha dunque proseguito il capo della Farnesina – è un atto di violenza estremo e visibile. Anche se consentita dalla legge, appartiene a una cultura che può e dovrebbe essere confinata al passato”. Una regola di comune buon senso, si direbbe, ma disattesa ancora in una larga parte del pianeta. Fortunatamente, ha fatto notare lo stesso ministro, si è ormai venuto a creare “un gruppo molto rappresentativo di paesi, unito nella convinzione che la pena di morte non rappresenti un valore aggiunto come deterrente del crimine”.

Quanta strada resta da fare, allora, perché si arrivi, un domani, a vivere in un mondo libero dalla pena capitale? È lo stesso D’Alema a fornire un quadro della situazione ai delegati presenti all’incontro, per cui era stata annunciata la partecipazione di oltre 30 ministri degli Esteri, oltre alle Ong e ai 55 Premi Nobel impegnati in prima persona nella campagna internazionale: 130 Stati hanno ormai bandito le esecuzioni. Secondo le stime delle organizzazioni non governative, però, solo nel 2006 sono state eseguite più di 5.600 condanne a morte, e il numero di paesi che hanno applicato condanne capitali è cresciuto da 24 nel 2005 a 27 nel 2006.

Un dato che conferma ulteriormente l’urgenza della “grande campagna” guidata dall’Italia e fatta propria dalla presidenza di turno dell’Ue (il Portogallo), per portare la risoluzione sulla moratoria al voto durante l’Assemblea Generale in corso, ha sottolineato D’Alema, che ha poi espresso un ringraziamento speciale al Nobel per la Pace e presidente di Timor Est Jose-Ramos Horta, anch’egli intervenuto a sostegno dell’iniziativa, e per “l’inestimabile fonte di ispirazione e sostegno” rappresentata dalla società civile: in tal senso, D’Alema ha citato il considerevole apporto delle ong, come Amnesty International e Nessuno Tocchi Caino, anch’esse presenti al palazzo di Vetro.

Il prossimo passo, a questo punto, sarà la presentazione del testo di risoluzione già nei primi giorni di ottobre, davanti alla III Commissione dell’Assemblea Generale – quella preposta alle questioni sociali, culturali e umanitarie (la cosiddetta So.Ch.Um – ‘Social, Cultural and Umanitarian’ Commission) –, così da lasciare aperta la possibilità di arrivare al voto in Assemblea a dicembre.
Secondo il capo della diplomazia italiana, il momento è insomma propizio per “un’iniziativa concreta all’Assemblea Generale: credo che ci siano tutte le condizioni” per andare avanti, ha sostenuto D’Alema. “L’Italia – ha detto ancora il vicepremier – ha sempre creduto che il posto giusto per portare avanti un provvedimento sulla pena di morte fosse l’Assemblea Generale, l’organo politico principale delle Nazioni Unite e del sistema multilaterale. L’alto significato morale di questa campagna è stato abbracciato da tutti gli Stati membri dell’Unione Europea e da molti dei nostri partner alle Nazioni Unite rappresentati qui oggi”.

Partner i quali, chissà, potrebbero un giorno includere anche gli Stati Uniti. I dubbi sulla costituzionalità dell’iniezione letale, su cui la Corte Suprema ha deciso di pronunciarsi, potrebbero infatti portare proprio ad una sorta di moratoria, seppure temporanea, delle esecuzioni in tutti gli Stati Uniti. Proprio nelle ultime ore sono state due le esecuzioni bloccate, una delle quali, in Texas, direttamente dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha accolto il ricorso del condannato che chiedeva che si aspettasse il pronunciamento dei sommi giudici sulla costituzionalità dell’iniezione letale, che violerebbe l’ottavo emendamento contro le “punizioni crudeli ed insolite”.

La speranza dei gruppi abolizionisti è che un eventuale decisione positiva di Washington inneschi una reazione a catena contro l’applicazione dell’iniezione letale, cui ricorrono praticamente tutti i 37 Stati che hanno reintrodotto la pena capitale, tranne il Nebraska dove si fa ricorso alla sedia elettrica. In undici di questi, spesso in seguito a sentenze di tribunale, le esecuzioni sono già state sospese di fronte al dubbio che l’iniezione nasconda una punizione crudele: se l’anestetico – che è una delle tre sostanze che fanno parte del cocktail letale, insieme a quelle paralizzanti – risulta insufficiente o inefficace, il condannato può soffrire atroci dolori senza poterlo manifestare. Non è certo un grande passo, rispetto alla battaglia dall’Italia per la sospensione internazionale della pena di morte. Ma è comunque un primo passo.

Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 28 settembre '07 e archiviato nelle categorie e . Se non vuoi perdere nemmeno un articolo, abbonati al Feed RSS del mio blog. E se non sai cos'è un feed RSS, leggi questa guida: sarà tutto più chiaro!

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