Google Docs: "Big G" può fare tutto ciò che vuole con i vostri documenti?
Ecco che i miei timori (ne parlavo qui e qui) trovano una nuova conferma: come segnala Geekissimo, chi come me fa un discreto uso della suite Google Docs&Spreadsheet o, come è stato tradotto in italiano, “Google Documenti e Fogli di lavoro” dovrebbe stare in guardia. Certo, si tratta di un gran serivizio, completamente gratuito e accessibile da qualunque computer sia dotato di connessione alla Rete.
Ma quello che la maggior parte della gente ignora è che, da contratto, Google può disporre come vuole dei nostri elaborati.
Scrive infatti Geekissimo:
Utilizzando e inserendo contenuti all’interno dei servizi di Google, si legge nei termini di utilizzo, garantite al fornitore del servizio la licenza di riprodurre, adattare, modificare, pubblicare in tutto il mondo i vostri contenuti a fini promozionali.
In reltà, io – che sono pignolo e sono andato a leggermi i Termini di Servizio della suite Google – non ho trovato traccia di ipotetici usi a “fini promozionali” dei nostri documenti. Ma c‘è un particolare che mi lascia perplesso. All’articolo 11 (Contenuto nella licenza da parte sua) si legge:
Lei detiene il copyright e qualsiasi altro diritto che lei già possiede sul Contenuto che lei trasmette, invia o visualizza su o tramite i Servizi. Accettando, inviando o visualizzando il contenuto lei concede a Google una licenza eterna, irrevocabile, mondiale, priva di royalty e non esclusiva a riprodurre, adattare, modificare, pubblicare, eseguire pubblicamente, visualizzare pubblicamente e distribuire qualsiasi Contenuto che lei trasmette, invia o visualizza su o tramite i Servizi. Questa licenza ha come scopo esclusivo l’abilitazione di Google a visualizzare, distribuire e promuovere i Servizi e può essere revocata per determinati Servizi come definiti nei Termini Ulteriori di quei Servizi.
Nessun riferimento a fini promozionali, dunque, ma una generica – e agghiacciante, considerando i suoi possibili sfruttamenti – cessione di diritti eterna, irrevocabile mondiale e priva di royalty al Colosso di Mountain View. Abbiamo accettato questa condizione (insieme ad altre) nel momento in cui, registrandoci ai servizi generosamente offerti da Google, abbiamo distrattamente spuntato quella seccante voce che ci chiedeva di prendere visione e accettare la licenza d’uso dei servizi che intendevamo sottoscrivere.
Forse la prossima volta faremmo bene a riflettere qualche minuto di più su cosa accettiamo quando ci registriamo su qualche sito, visto che mai come ora Internet trabocca di servizi Web 2.0 accattivanti. Tutti gratuiti, ma solo in apparenza: perché, a questo mondo, nessuno fa mai niente per niente.














#1 · necosi
16 settembre 2007, 20:12google docs non è l’unico.
sono quasi tutti cosi i siti che offrono quel genere di servizi.
x approfondire il discorso:
http://bicocca.net/web/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=432