Vittorio Strampelli

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All’alcol… la causa di e la soluzione a tutti i problemi della vita! Homer Simpson

I Simpson, il film: conto alla rovescia per l'invasione gialla

L’Italia si prepara all’invasione gialla. No, non quella proveniente dall’Estremo Oriente, bensì quella di cui avevamo parlato in un post precedente, scaturita ormai 18 anni fa dalla matita di Matt Groening. Oggi, infatti, in oltre 700 sale cinematografiche approderà I Simpson – Il Film e, sulla scia del successo registrato ai box office d’oltreoceano, il tutto esaurito si preannuncia assicurato.

Ottantasette minuti di risate politicamente scorrette, che investono temi come l’ambiente, lo strapotere del presidente degli Stati Uniti (che ha il volto del governatore della California Arnold Schwarzenegger), il senso di pericolo che invade una nazione, con i suoi volti più noti e rappresentativi dell’America bene. Dopo diciotto stagioni, 400 episodi e numerosi riconoscimenti, la famiglia più celebre di Springfield sbarca nel mondo dei lungometraggi, per raccontarci la storia di come Homer salvò il mondo da una catastrofe che, neanche a dirlo, lui stesso aveva provocato.

Una storia che si sviluppa con una trama ininterrotta per un’ora e mezza, in cui Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie dovranno fare i conti niente meno che con il presidente Usa Schwarzenegger e il suo braccio destro Russ Cargill, responsabile dell’Epa, Agenzia per la promozione ambientale, impegnati a mettere a punto un piano diabolico per contenere il disastro. Dunque, non una summa del fenomeno pop che la famiglia di Springfield continua a incarnare per milioni di appassionati del pianeta, o una raccolta di episodi (che pure è già passata per il grande schermo). Anche perché “la migliore serie televisiva del ventesimo secolo” (secondo Time) è soprattutto un esercizio quotidiano: 22 minuti a puntata che si svolgono come un rituale di esorcismo collettivo, utile ad inoculare la quantità di pratiche idiote che la civiltà occidentale ha prodotto fino ad oggi. E possibilmente sviluppare gli anticorpi necessari a correggersi e sopravvivere.

Dalla loro apparizione sullo schermo (sono passati sotto i ponti 23 Emmy Awards, gli Oscar tv Usa), i Simpson hanno inaugurato la stagione dei cartoon politicamente scorretti e possono ormai vantare innumerevoli tentativi di imitazione, come South Park e i Griffin. Ma solo loro sono riusciti a mettere d’accordo critica e grande pubblico (soprattutto nell’elettorato democratico), dimostrando di avere un equilibrio insuperato di caratteri e personaggi: la noncuranza demente e catastrofica dell’uomo-medio Homer, la capacità di sopportazione di mamma Marge, le infami trovate dell’impertinente figlio Bart, le battaglie civili (e le note di sax) della saggia sorella Lisa e lo stoico silenzio della piccola Maggie, che ancora non ha imparato a parlare (anche se sul grande schermo una parola la dice!) ma è capace di guardare e giudicare tutto ciò che le accade intorno.

“Volevamo raccontare una storia dei Simpson sull’enorme sfondo di uno schermo cinematografico – ha spiegato Matt Groening – e ascoltare un cinema pieno di gente che ride insieme”. Missione riuscita, in pieno.

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14 settembre 2007 | , | ,
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