Benvenuti!

Siete sul sito di Vittorio Strampelli, giornalista (professionista) e comunicatore, programmatore e sviluppatore di siti web, musicista e molto altro ancora.

Date un’occhiata al mio curriculum o divertitevi a leggere il mio blog. E non dimenticate di firmare il guestbook. Enjoy! :)

Vi sono tre regole fondamentali per scrivere un buon pezzo. Purtroppo nessuno le conosce. Anonimo

Navigazione: Home » blog

Iran, la vittoria di Amnesty

mercoledì, 20 giugno '07

Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Chissà se si sarebbero sentiti puri e senza peccato gli abitanti di Takestan, nella provincia iraniana di Qazvin, che giovedì dovevano partecipare al grande evento di piazza al seguito del giudice della prima sezione del tribunale penale della contea. Evento centrale: la lapidazione dell’adultera Mokarrameh Ebrahimi e del suo uomo, giudicati colpevoli “al di là di ogni ragionevole dubbio” per la relazione extraconiugale avuta undici anni fa e per questo condannati a morte. Un’esecuzione scongiurata a poche ore dall’esecuzione, a giudicare dai lanci di agenzia che giungono in serata. Difficile dire, per il momento, se la pena di morte sia stata annullata o commutata in una condanna di diverso tipo, ma Amnesty International, che ha lanciato una campagna di mobilitazione a favore dei condannati e contro le lapidazioni in Iran, ha vinto anche questa battaglia.

Per semplificare le procedure, l’esecuzione avrebbe avuto luogo direttamente nel cimitero di Takestan: il giudice – evidentemente superiore ai comuni cittadini quanto a purezza di spirito –avrebbe scagliato la prima pietra, seguito da tutti gli altri presenti, fino alla morte dei due peccatori.

Nel tentativo di salvare la vita dei due condannati, Amnesty aveva lanciato dunque un appello alla suprema autorità giudiziaria dell’Iran, l’ayatollah Shahroudi, affinché fosse scongiurata la duplice lapidazione dei due condannati e la loro pena commutata. Un grido disperato di fronte alla brutalità di una modalità di esecuzione che aggrava deliberatamente le sofferenze delle vittime.

La legge sull’adulterio – riportata all’articolo 83 del codice penale e chiamata legge di Hodoud –prevede la flagellazione per i trasgressori non sposati, ma la lapidazione a morte nel caso in cui i due adulteri abbiano tradito il proprio marito o la propria moglie. L’atto può essere provato da testimoni oculari (il cui numero varia a seconda del tipo di adulterio), dalla confessione dell’imputato (che deve essere ripetuta per quattro volte) o dalla “conoscenza” da parte del giudice che l’adulterio ha avuto effettivamente luogo. Nel caso in questione, la condanna è stata emessa proprio con quest’ultima motivazione, grazie ad una “prova vivente” scaturita da quella fuga d’amore: un figlio illegittimo che oggi ha undici anni.

L’articolo 104 della legge stabilisce poi che le pietre di cui servirsi per “fare giustizia” devono essere scelte di dimensioni tali da causare dolore ma non uccidere immediatamente: né troppo grandi (due di esse non devono essere sufficienti ad uccidere il condannato) né troppo piccole (devono avere dimensioni tali da poter essere definite propriamente “pietre”, e non possono causare solo ferite). La stessa legge Hodoud prevede che gli uomini vengano sotterrati fino alla vita, mentre le donne fino al collo, e che se i condannati riescono a fuggire mentre la sentenza sta per essere eseguita acquistano il diritto alla libertà. Ma mentre per gli uomini può essere più facile liberarsi, per le donne, delle quali dal terreno spunta solo la testa, scampare all’esecuzione è pressoché impossibile. Spesso, inoltre, i familiari delle vittime, bambini inclusi, sono costretti ad assistere, quando non a partecipare attivamente, alla lapidazione.

Amnesty è tornata quindi a chiedere al governo iraniano di abolire la lapidazione e imporre una moratoria su tutte le condanne a morte, in attesa di una riforma o dell’abrogazione dell’art. 83 del codice penale. E pensare che, nel dicembre 2002, lo stesso ayatollah Shahroudi aveva chiesto ai giudici di sospendere le esecuzioni mediante lapidazione. Ma quelli erano altri tempi, Khatami il riformatore era al suo secondo mandato presidenziale, ottenuto proprio grazie al voto femminile e giovanile. Per i cittadini e le cittadine della repubblica islamica dell’Iran sembrava aprirsi uno spiraglio di speranza lungo la strada della modernizzazione. Sogni destinati ad infrangersi con l’elezione, nel 2005, del conservatore Mahmud Ahmadinejad e il ritorno al potere dell’apparato ultrareligioso che lo sorregge. E le lapidazioni non si sono più fermate. Almeno fino ad oggi.

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 20 giugno '07 e archiviato nelle categorie e . Se non vuoi perdere nemmeno un articolo, abbonati al Feed RSS del mio blog. E se non sai cos'è un feed RSS, leggi questa guida: sarà tutto più chiaro!

Commenti


(non verrà mostrata)
(opzionale)
  Aiuto Textile

Cerca nel Blog

Ricerca personalizzata

Feedati di me [?]

Feed Rss

Non sai cosa sono i Feed RSS? Scoprilo subito!

Leggi il blog via email:

Offerto da FeedBurner

Ultimi commenti

Consigli per gli acquisti ;)