Vittorio Strampelli

esercizi di libera scrittura

Quando rubi da un autore, è plagio. Quando rubi da tanti, è ricerca. Wilson Mizner

La storia infinita dell'uranio impoverito

Nuova richiesta di archiviazione, da parte della procura di Bari, dell'indagine sui militari italiani colpiti dalla "Sindrome dei Balcani", ammalatisi e in alcuni casi morti dopo essere stati esposti alle radiazioni dell'uranio impoverito.

La richiesta di archiviazione è firmata dal pm inquirente, Ciro Angelillis, che aveva in corso un supplemento di indagine per verificare il rispetto della normativa antinfortunistica del ‘91 in relazione a casi di leucemie e tumori contratti da numerosi militari italiani che hanno operato in Bosnia e Kosovo durante la guerra nei Balcani, nel periodo 1993-1999. Già prima di procedere al supplemento di indagine, Angelillis aveva chiesto al gip l'archiviazione del fascicolo nel quale vengono ipotizzati i reati di lesioni e omicidi colposi, ritenendo fosse mancante il nesso causale tra l'utilizzazione di munizioni all'uranio impoverito (da parte di Usa e Gran Bretagna) e l'insorgenza delle malattie nei militari. E la stessa motivazione è, con tutta probabilità, alla base della nuova richiesta.

Ma il problema, dice oggi Falco Accame, ex presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio e presidente dell'Associazione nazionale dei familiari delle vittime delle Forze Armate, raggiunto telefonicamente da Aprileonline, non è stabilire se vi sia un diretto nesso di causa-effetto, bensì l'opposto: escludere "al di là di ogni ragionevole dubbio" che l'isotopo 238 dell'uranio possa essere la causa, o una concausa, delle leucemie e dei tumori che hanno colpito i soldati rientrai dai Balcani. Nessuno, infatti, sostiene Accame, ha mai provato la non pericolosità del metallo utilizzato per anni come rivestimento di munizioni e corazze, "neanche Mandelli".

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12 maggio 2008 | , | | Commenti

Più poltrone per tutti

Se ne sono stati buoni buoni, durante tutta la campagna elettorale. Pazienti, nelle retrovie, all’ombra del leader e dei suoi più stretti uomini di fiducia, a lavorare per contribuire, nel loro piccolo, al successo del partito. Nessun litigio, nessun battibecco, ma una paziente attesa di veder riconosciuti i propri meriti. E ora che il risultato elettorale li ha premiati, prontamente rialzano la testa. Sono i “nanetti” del Popolo delle Libertà, che con il Grande Capo Berlusconi avevano stretto un patto e, ora che finalmente è giunto il momento di riscuotere ciò che gli è dovuto, temono di restare a bocca asciutta. Da Sergio De Gregorio a Lamberto Dini, dai pensionati di Fatuzzo ai repubblicani di Nucara, passando per Alessandra Mussolini, gli autonomisti di Raffaele Lombardo e la Dca di Gianfranco Rotondi.

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22 aprile 2008 | , | , , , | Commenti [2]


Verso il 13 aprile: tra appelli al voto e "astensionismo attivo"

Da una parte c‘è chi predica il cosiddetto “astensionismo attivo”, per combattere la “Casta” e l’indifferenza attraverso il voto. Dall’altra, chi si appella al senso civico dei cittadini italiani proprio perché il prossimo fine settimana non sprechino l’opportunità di creare un futuro migliore per l’Italia.

Il primo sta trovando nel Web il suo più idoneo canale di diffusione. L’obiettivo? Dire il proprio no a tutto il sistema politico italiano, senza distinzioni, senza però sprecare il proprio voto. Anzi, recandosi a testa alta alle urne, ma rifiutandosi di accettare le schede elettorali, e costringendo poi il Parlamento a “dare risposta ai reclami”. In pratica, “non partecipando attivamente alla vita politica del Paese”.

Detta così, la pratica dell’“astensionismo attivo” sembra sfiorare il nonsense, ma il messaggio lanciato da siti come www.nonvoto.com e www.riforme.info è molto più chiaro di quanto non appaia a prima vista. Un modo efficace, spiegano i promotori dell’iniziativa, “di combattere la partitocrazia, facendo pesare la propria rabbia, la propria delusione e la propria indignazione”.

Si può fare? A detta dei due siti, sì.

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7 aprile 2008 | , | | Commenti

Il Cavaliere insistente

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. E Silvio Berlusconi, non pago dell’incidente diplomatico sfiorato con il Quirinale appena pochi giorni or sono, torna ad attaccare gli ordinamenti fondanti della Repubblica.

Pochi giorni fa aveva definito il Colle come le “forche caudine” destinate ad ostacolare il suo futuro lavoro di Primo ministro. Bacchettato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e costretto per questo a scusarsi ha messo subito le mani avanti sfoderando il suo mantra di sempre: “Sono stato travisato”. Un ritornello che, tra l’altro, non gioca certo a favore di quella reputazione di grande e abile comunicatore che Berlusconi ostenta di sé.

Ora, come si dice, errare è umano. Ma perseverare è diabolico. Ed ecco di nuovo che, lancia in resta, il Cavaliere torna a combattere la sua battaglia, allargando il campo non solo al Quirinale, ma all’intero “sistema istituzionale”, gran parte del quale, “se non tutto”, sarebbe schierato compatto contro di lui e il suo futuro governo, che per sopravvivere avrà, dunque, “tante, troppe cose da fare”.

Non è difficile immaginare cosa intenda il leader del Pdl con la generica espressione di “sistema istituzionale”: la Corte costituzionale, il Csm, la “grande stampa”, “parti importanti della magistratura”. E la Presidenza della Repubblica? Anch’essa, certo. Anche se, in teoria, solo in passato, quando al Colle sedeva Carlo Azeglio Ciampi, la cui “interpretazione dubbia” della legge elettorale, è tornato a ripetere Berlusconi, costrinse il centrodestra, all’epoca al governo, ad apportare quelle modifiche che l’hanno resa una “porcata”.

La cornice istituzionale, con le sue regole e le sue restrizioni, non è mai stata del tutto digerita dal Cavaliere, che è fin troppo abituato a muoversi ai limiti della legalità, che giustifica l’evasione fiscale ed è stregato dall’idea di poter tornare a Palazzo Chigi per concludere quel lavoro che non è mai riuscito a portare a termine in quindici anni di attività politica.

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4 aprile 2008 | , | , | Commenti

Mi hanno rubato l'invenzione del secolo!

E’ da un pezzo che ho questa idea in testa (chi mi conosce può testimoniarlo). Sapevo che prima o poi ci avrebbe pensato anche qualcun altro, ma con quello che costano i brevetti cosa avrei potuto fare?! :(

Dal Virginia Tech arrivano le luci di stop “intelligenti”

… La proposta è stata elaborata dagli studenti del prestigioso Virginia Tech , purtroppo noto più per la triste sparatoria che per la qualità dei suoi corsi, e consiste in un sistema di accensione progressiva a seconda della pressione del pedale del freno.

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Via: Appunti digitali

3 aprile 2008 | | Commenti

Veltroni vs. Berlusconi: tra le pieghe del duello Tv

“Io non scappo”, dice. E dà la colpa alla par condicio, “una legge che impedisce il confronto, e se lo facessi con il leader del Pd dovrei farlo con gli altri dodici candidati premier e così mi si impedisce anche di andare in tv”.

Mentre su Viale Mazzini impazza la bufera, dopo l’annullamento della sua presenza alla puntata di Porta a Porta di giovedì sera, Silvio Berlusconi, parlando alla platea di Confartigianato, continua a difendere la sua scelta di evitare il famigerato “duello tv” con gli altri candidati premier, e in particolare con Walter Veltroni.

Una strategia, questa, che lascia però scoperto il fianco del Cavaliere agli attacchi del Pd, deciso più che mai a stanare l’avversario e a costringerlo al confronto a suon di provocazioni: un’ultima carta da giocare, forse al buio, data l’innata mediaticità di Berlusconi, ma sicuramente importante per determinare l’esito della partita elettorale.

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27 marzo 2008 | , | , , , , | Commenti

Italia, crescita al rallentatore

“Che il dato della crescita si abbassi non è una novità, e il fatto che non sia ancora giunto a zero è già di per sé una notizia non terribilmente brutta”. Tenta di sdrammatizzare, Paolo Leon, docente di Economia all’Università di Roma Tre, nel commentare i dati contenuti nella Relazione unificata sull’economia e la finanza, l’ex trimestrale di cassa, piovuti come una doccia fredda sulla già preoccupante situazione economica italiana e internazionale. Secondo le previsioni, infatti, il pil per l’anno in corso crescerà appena dello 0,6 per cento, contro l’1,5% del settembre scorso, mentre il rapporto deficit/pil viene rivisto al rialzo, al 2,4%, contro il 2,2% della stima precedente. Il debito pubblico, invece, dovrebbe raggiungere nel 2008 il 103% del pil, per calare al di sotto del 100% nel 2010.

“C‘è da dire – prosegue Leon – che queste previsioni sono influenzate da quanto sta accadendo in Paesi come gli Stati Uniti, la Cina e le altre economie emergenti, più che sulla base di quello che succede direttamente in Italia o in Europa. Ma l’attuale stagnazione, per non dire recessione, che sta investendo l’economia internazionale è destinata ad affacciarsi, anche se con un po’ di ritardo, anche in Italia”.

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12 marzo 2008 | , | , , | Commenti

L'affaire Ciarrapico, bufera nera sul Pdl

Parafrasando l’osservazione espressa al riguardo da Silvana Mura dell’Idv, la toppa è stata peggiore del buco. Il maldestro tentativo compiuto da Silvio Berlusconi di gettare acqua sul fuoco divampato con la candidatura di Giuseppe Ciarrapico, accesosi in seguito alle dichiarazioni (non del tutto smentite) della new entry del Pdl sulle sue radici orgogliosamente fasciste, non ha fatto altro che rendere ancora più bollente la polemica, che ora arde sia dentro, sia fuori dal Popolo delle Libertà.

Prima il Cavaliere assesta un nuovo colpo alla credibilità di Gianfranco Fini, che intanto campeggia sui manifesti elettorali di mezza Italia rassicurando: “Sicuri. C’è Alleanza”, e che solo 24 ore prima aveva detto di non sapere nulla dell’ultimo coupe de theatre del leader. “Anche An sapeva della candidatura di Ciarrapico, ed era d’accordo”. Poi tenta di minimizzare e di smorzare i toni: “E’ un signore di un mondo che sprizza la simpatia di un Fabrizi, credete che una dichiarazione subito smentita sia così importante?”. Solo il giorno prima, infatti, Ciarrapico, in un’intervista ad Antonello Caporale di Repubblica, dichiarava di non aver mai rinnegato la sua fede mussoliniana, salvo poi chiarire di essere stato travisato.

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11 marzo 2008 | , | , , , | Commenti