gen 14
gen 14
Ieri è stato il turno dell’Ansa, oggi tocca invece all’edizione online del Corriere della Sera fare bella figura.
L’articolo incriminato, a firma di Elisabetta Rosaspina, è dedicato alla digitalizzazione delle opere del museo madrileño del Prado e alla loro esposizione virtuale su Google Earth (e Maps).
Molto interessante il progetto di Google, giusto che i media se ne interessino. Ma prima di scrivere che
Il motore di ricerca inaugura, tra oggi e domani, nella sezione Google Earth una visione imperdibile di alcuni dei migliori pezzi della collezione madrilena riprodotti alla risoluzione di 14 milioni di pixel (1.400 volte più definita dell’immagina prodotta da una macchina fotografica da 10 megapixel)…
un rapido ripasso di matematica la giornalista poteva pure concederselo! Potrei sbagliarmi, ma mi pare di ricordare che 14 milioni di qualcosa (poco importa che siano pixel o altro), ovvero 14megaqualcosa, non siano esattamente 1.400 volte maggiori di 10 megaqualcosa… ;)
gen 13
Per favore, qualcuno licenzi il giornalista dell’Ansa che ha scritto questa agenzia.
A parte il fatto che, come fa giustamente notare Paolo Attivissimo, non viene nemmeno fornito il nome della società creatrice del miracoloso e rivoluzionario sistema di compressione. A parte il fatto che non viene citata nemmeno una fonte in grado di accreditare un minimo la boiata notizia in sé o gli esorbitanti costi di sviluppo — 5 mln… di che?! Euro? Dollari? Rupie? Sesterzi? — di questa misteriosa tecnologia “codec”.
Ma, santoddìo, per scrivere che
3,1 Gigabyte possono essere contenuti in un vecchio floppy disk da 1,44 megabyte,con una capacita’ di archiviazione 3-4 volte superiore a quella che si ottiene oggi
ci vuole coraggio, eh.
dic 24
Ma qualcuno di voi ha mai sentito parlare del Extreme Skipping?! Cioè, questa disciplina urbana che sta letteralmente spopolando tra i gggiovani delle odierne realtà neo-metropolita-post-industriali, che esprime tutto il disagio sociale delle nuove gggenerazioni nei confronti del mondo moderno… cioè, non vi dice nulla?
Neanche a me.
dic 23
…ma proprio non sapete cosa regalarmi, ci sarebbe questo gingillino, quasi certamente inutile ma moooolto geek ;)
Fico eh?! E non costa neanche tanto…
dic 23
Molto interessante il Vocabolario della Camorra ospitato dal sito OltreGomorra.
Io, ad esempio, non avrei mai sospettato che le scatolette di ananas potessero essere utilizzate per trasportare droga, che viene “sistemata a mo’ di cuscinetto tra una fetta e l’altra, prima che le scatole siano sigillate e quindi trasportate verso i porti europei”.
Il “Vocabolario” è ovviamente un work in progress, che cresce — assieme a tutto il progetto OltreGomorra — grazie anche all’aiuto e alla collaborazione di tutti noi. Chiunque avesse suggerimenti o correzioni, può quindi inviare una mail a oltregomorra [@] gmail.com
Questa l’avevo già messa sul mio Tumblr, ma è troppo bella per non ripubblicarla qui.
Signore e signori, direttamente dalla Corea del Sud, il Paul Mc Cartney col pannolone! ;)
Via: ilrock.blogspot.com
gen 23
Penso proprio che anche io mi farò una MastelCard! ;)

gen 08
…uff, ma quanto manca al 31 gennaio?!?
Nell’attesa, rinfrescatevi la memoria con questa rapidissima sintesi delle puntate precedenti!
dic 21
Chi non conosce la famosa litografia Drawing Hands? Ecco un’ottima rivisitazione della celebre opera di Maurits Cornelis Escher pittore e incisore olandese morto nel 1972, noto soprattutto, cito Wikipedia, per le sue incisioni su legno, litografie e mezzetinte che tendono a presentare costruzioni impossibili, esplorazioni dell’infinito, tassellature e motivi a geometrie interconnesse che cambiano gradualmente in forme completamente differenti.
L’opera originale di Escher raffigura due mani, ognuna impegnata a disegnare l’altra, entrambe disegnate su un foglio di carta, a sua volta fissato con puntine su una tavola da disegno. La litografia, come spiegato su questo sito, presenta diversi elementi paradossali, il più evidente dei quali è il circolo vizioso dell’autoreferenza, dovuto al fatto che ognuna delle mani sta disegnando l’altra. In “Mani che disegnano” (titolo italianizzato di Drawing Hands), e in molte altre opere, Escher rende evidente a chi osserva che ogni disegno è una forma di illusione. Tuttavia questo inganno è sviluppato con tale logica visiva che all’osservatore non possono sfuggire gli effetti contraddittori prodotti.
dic 21
Stina e Mossy, questi i nomi dei due gatti ripresi nel video, di norma preferiscono azzuffarsi invece di chiacchierare. Ma in questo caso, evidentemente, avevano molto da dirsi, perché sono andati avanti a parlare per oltre un’ora. Ecco un estratto della loro animata conversazione:
Non tutti, però, sono in grado di capire cosa si siano detti. Così, qualcuno ha anche pensato di fornire la traduzione del loro dialogo. Quali diabolici piani staranno architettando? E’ presto spiegato!