gen 14
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Se gli aiuti di Stato non bastano, ci si devono inventare nuovi modi per affrontare la crisi economica e offrire un sostegno (per quanto “non vincolante”) alle grandi aziende.
Leggo infatti su LaStampa.it:
Sono 2.200 i manager di Toyota Motor, il leader mondiale dell’auto, che volontariamente acquisteranno un’auto della casa di Nagoya entro la fine di marzo negli sforzi per sostenere le vendite colpite dalla crisi economica mondiale.
Non sarebbe male se la proposta venisse estesa alle rappresentanze istituzionali, che più di chiunque altro dovrebbero avere a cuore i destini delle industrie portanti del proprio Paese e delle persone che vi lavorano (e che sono le prime a rischiare il posto).
Magari la proposta prendesse piede anche da noi e, da Marchionne in giù, i manager della Fiat adottassero una strategia analoga. Chissà, magari, anche il nostro Presidente del Consiglio potrebbe muoversi a compassione per le sorti dei cassintegrati Fiat (il cui ammontare è in costante aggiornamento) e decidersi ad abbandonare le sue amatissime Audi (ne usa ben cinque per i suoi spostamenti!).
Sarebbe un bell’esempio, oltre che una trovata di sicura efficacia mediatica. Un aspetto, questo, cui Berlusconi è sicuramente sensibile, per usare un eufemismo.