dic 24
dic 24
La notizia è di qualche giorno fa, ma mi sembra sia passata un po’ in secondo piano e merita di essere citata per concludere l’anno con il sorriso (amaro) sulle labbra.
Il 12 dicembre scorso la Congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato l’Istruzione Dignitas personae. Su alcune questioni di bioetica, un “aggiornamento” dell’Istruzione pubblicata dall’allora cardinale Ratzinger nel 1987, la Donum vitae, che si occupa di tutte le questioni collegate all’inizio della vita, agli embrioni, alla procreazione, ecc.
Un lungo e dettagliato elenco di “no”, sui quali Benedetto XVI ha apposto il suo papale e definitivo nein. No, dunque:
E il preservativo? Ovviamente no anche a quello.
A meno che non serva… alla procreazione e, nello specifico, alla procreazione assistita. Una questione, questa, quanto mai delicata e contro la quale il Vaticano ingaggiò nel 2005 una forte battaglia anti-referendaria, attivandosi con ogni mezzo per convincere le sue “pecorelle” a starsene a casa piuttosto che andare a votare per confermare o modificare la legge 40 varata un anno prima (quando, se avesse voluto giocare “pulito”, avrebbe potuto legittimamente fare campagna in favore della legge, e quindi del no al referendum, ma sarebbe stato ben più rischioso).
Ma come, direte voi, la funzione del profilattico dovrebbe essere esattamente l’opposto, ovvero di prevenire proprio la procreazione (oltre che la trasmissione di malattie), di certo non di favorirla. Come è possibile che un preservativo serva a procreare? Semplice, basta che sia bucato!
Come ha spiegato l’attuale presidente dell’Associazione Scienza & Vita, Maria Luisa Di Pietro, nel presentare la Dignitas personae, da parte del Vaticano “non vi è rifiuto dell’artificialità in generale, ma di quella artificialità che stravolge il più personale degli atti umani, quello procreativo” e che quindi non tutte le tecniche di procreazione assistita sono proibite. Se, infatti, non si opera “una divisione tra l’unione dei coniugi e la possibilità di procreare” e quindi la nuova vita è effetto “di un incontro diretto e immediato dei coniugi” e non “risultato di una procedura tecnica che resta inesorabilmente impersonale”, allora la fecondazione assistita è lecita.
La tecnica è stata magistralmente illustrata (in senso metaforico) dalla stessa Di Pietro. In pratica, la coppia si accoppia come se volesse davvero avere un bambino, con Lui che indossa una sorta di Preservativo Col Buco® (chiamato in gergo SCD, Semen Collection Device, Perforato) che gli permette di raccogliere lo sperma — il quale potrà essere quindi trattato da un medico, per essere successivamente “veicolato nelle vie genitali femminili” — senza precludersi la possibilità che questo vada a fecondare l’ovulo di Lei. In questo modo, l’atto sessuale finalizzato alla procreazione, irrinunciabile per la Chiesa, è salvo e sono tutti felici e contenti.
Certo, ci sarebbe da far notare a qualcuno che, a pensarci bene, c‘è qualcosa che non quadra, che se i due sono costretti a ricorrere alla procreazione medicalmente assistita, la possibilità che il seme di lui fecondi l’ovulo di lei, e che dunque l’atto sessuale porti effettivamente a una nuova vita, è di fatto già preclusa. Ma lasciamo perdere.
La procedura così esposta, ha precisato la Di Pietro, comporta sì un ricorso alla tecnica, ma “l’intervento del medico è successivo — di aiuto — ad un atto coniugale già verificatosi” e quindi è in linea con quanto affermato dal punto 12 della Dignitas personae: “L’intervento medico è rispettoso della dignità della persona, quando mira ad aiutare l’atto coniugale sia per facilitare il compimento, sia per consentirgli di raggiungere il suo fine, una volta che sia stato normalmente compiuto”.
Sinceramente, mi sembra che siamo veramente al ridicolo, oltre che al nonsense più totale.
La Chiesa Cattolica si lamenta del calo dei Fedeli e delle Vocazioni, ma è possibile sentirsi parte di una comunità (perché questo è l’originario significato del termine Chiesa) che propugna una visione del mondo tanto miope e arretrata? Di fronte a soluzioni, diciamo così, “fantasiose” come questa del SCD Perforato, e con il pensiero a quei tanti popoli dell’Africa e dell’Asia falcidiati da malattie a trasmissione sessuale, c‘è solo da augurarsi che il trend negativo delle adesioni religiose peggiori sempre più, fino a quando l’Universo Cattolico non si troverà ad essere composto esclusivamente da ultraottuagenari dalla palandrana color porpora, e il Prete, sentendo la sua voce che rimbomba nella Chiesa vuota, alla domenica, non si domanderà se, per caso, non stanno sbagliando tutto.
Buon Natale.