gen 30
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Berlusconi assolto per il processo Sme. C’è forse da stupirsi? Le speranze di giungere a una condanna dell’onnipotente leader di Forza Italia erano, francamente, ben poche. A nulla è servita l’insistenza del pm Ilda Boccassini che si sarebbe accontentata anche della sola prescrizione: nessuna condanna, ma almeno l’“affermazione”, nero su bianco, che un reato era stato commesso. E invece no: la legge sulla depenalizzazione del falso in bilancio, fortissimamente voluta dallo stesso Berlusconi quando ancora era capo del Governo, ha dimostrato pienamente la sua utilità.
E così l’aspirante (per la terza volta) presidente del Consiglio intasca un’assoluzione piena: gli contestavano di aver dichiarato il falso nei bilanci della Fininvest dal 1986 fino al 1989, ma “il fatto non costituisce più reato”.
Assoluzione, proprio come aveva chiesto l’avvocato difensore del Cavaliere e senatore di Forza Italia, Nicolò Ghedini, appellandosi alle modifiche alla normativa sui reati societari approvate nell’aprile del 2002. Quando a Palazzo Chigi regnava, guarda caso, la Casa delle Libertà.
Il processo era stato sospeso il 28 ottobre 2002, quando era stato demandato alla Corte europea di valutare la congruità della normativa italiana sul falso in bilancio con le direttive comunitarie. Il responso arrivò nel maggio del 2005: la Corte decise di non entrare nel merito delle leggi in vigore nei singoli paesi, anche se ora Ghedini dice che “aveva detto che la modifica di legge dell’aprile del 2002 era corretta e rispondente alle direttive comunitarie”.
Nonostante l’assoluzione, comunque, gli avvocati di Berlusconi non sono del tutto contenti. E’ una vittoria a metà, dicono, perché per un processo che si conclude, un altro resta ancora aperto: quello relativo alla presunta corruzione dell’avvocato inglese David Mills, per il quale Berlusconi “rischia una condanna a sei anni in primo grado”, come stimato da un altro dei suoi legali, Gaetano Pecorella. Si erano infervorati, Ghedini e Pecorella, per la decisione della Procura di Milano di tenere separati i due procedimenti: “Certamente – diceva Pecorella – è segno della volontà di definire rapidamente il processo Mills, perché escludendo la riunione di due procedimenti, il giudice potrà concluderlo più o meno in coincidenza con le eventuali elezioni anticipate”.
La solita congiura delle toghe rosse invidiose del Cavaliere, insomma. Berlusconi, come è noto, vorrebbe andare al voto prima possibile, e colpisce che, una volta tanto, sia lo stesso Pecorella a insinuare che tanta urgenza potrebbe essere legata proprio alla necessità di chiudere una volta per tutte i procedimenti legali ancora in corso.
Se a destra festeggiano la “giusta vittoria” del Capo, comunque, a sinistra sono invece furenti. Principale bersaglio delle recriminazioni è la legge sul falso in bilancio: “L’assoluzione di Berlusconi dall’accusa di falso in bilancio era scontata – commenta il capogruppo del Prc al Senato Giovanni Russo Spena – la legge che abolisce il reato se l’era fatta, come molte altre, su misura”. E a chi accusa l’Unione di non aver cancellato le “leggi-vergogna”, Russo Spena spiega che “il governo di centrosinistra stava reintroducendo il reato di falso in bilancio con il decreto sicurezza, il mondo giuridico e gli imprenditori onesti infatti chiedevano proprio questo”. È ovvio, conclude l’esponente di Rifondazione che “se Berlusconi vince le elezioni, falsificare i bilanci delle aziende diventerà uno sport nazionale”.
La notizia dell’assoluzione, d’altronde, non colpisce nessuno. “Gli italiani aprano gli occhi”, ammonisce Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera dei deputati. “Ecco a cosa servono le leggi su misura, le cosiddette leggi ad personam, volute dal Cavaliere, e votate dal centrodestra, nella passata legislatura”.
Attacca anche la deputata dell’Italia dei Valori Silvana Mura, secondo la quale questo è “un caso lampante di investimento politico che ha dato pienamente i suoi frutti, e lo ha fatto al punto che lo stesso Berlusconi ha già annunciato di avere pronto per la prossima legislatura un altro bel pacchetto di leggi-vergogna, ad iniziare da quella sulle intercettazioni”.
Toni duri anche dai Verdi: “E’ la conferma che Berlusconi ha governato per tutelare i suoi interessi personali e non quelli di tutti gli italiani”, dichiara il capogruppo alla Camera, Angelo Bonelli, che ricorda come “il falso in bilancio sia un reato punito severamente negli altri Paesi, dove ci sono state condanne molto dure per chi ha gettato sul lastrico migliaia di risparmiatori”. “Peraltro – ha concluso Bonelli – anche all’estero numerosi osservatori, sebbene da punti di vista diversi, come Almunia e il leader degli U2 Bono, hanno ringraziato Prodi per la sua politica e il lavoro svolto. L’Italia non merita un nuovo governo che pensi solo a tutelare gli interessi di pochi e non quelli di tutti”.